8 gennaio 2009
Vuole rivedere la figlia che qualche anno fa lo ha lasciato per andarsene assieme alla mamma, lontano da lui. Non sa più cosa fare e tenta un gesto disperato.
Ma non è il primo, l’uomo è conosciuto per gesti clamorosi. Questa volta si è rivolto al municpio di San Donà di Piave chiedendo che il Comune facesse qualcosa per fargli rivedere la figlia. Questa volta però ha fatto uscire di corsa la segretaria del sindaco dall’ufficio esibendo una cintura piena di candelotti di dinamite, e si è chiuso in bagno.
Subito sono arrivati Carabinieri e Guardia di Finanza che hanno isolato il municipio e la piazza antistante. Solo dopo parecchie ore di trattative, i Carabinieri gli hanno passato un telefono con la figlia già collegata. Hanno parlato per una ventina di minuti e quindi l’uomo ha desistito dalle sue intenzioni e si è consegnato alle forze dell’ordine.
Si è capito subito che i candelotti di dinamite erano finti: dei tubi di bambu con del filo di ferro che passava da uno all’altro nell’atto di simulare un congegno esplosivo.
L’uomo è stato ricoverato all’ospedale cittadino.
Tags: dinamite, esplosivo, figlia, ospedale
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8 gennaio 2009
“Cori, cori forte, che dopo te cori co’ questa” (e a lato una foto di una carrozzina per disabili”.
“Stanchessa, droga, e alcol te porta in sta dimora!!!” (e a fianco la foto di un cimitero)
E dietro ad ogni cartello un’auto sfasciata, come quella qui a fianco.
La campagna contro le stragi in auto è stata lanciata dall’amministrazione del Comune di Vigonza (PD), più precisamente dal consigliere leghista con delega alla sicurezza.
La scelta dell’uso del dialetto è stata voluta per lanciare e lasciare un messaggio molto chiaro che possa colpire in qualche modo soporattutto i giovani. Non a caso le installazioni di questi pannelli+auto sono state scelte nei posti più frequentati dai ragazzi, in primis le scuole.
E il primo obiettivo è stato raggiunto. Se ne parla. E molto.
Tags: incidente, macchina, slogan
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7 gennaio 2009

Che le liti tra vicinanti degenerino fino all’incredibile non è una novità. Rispetto dei confini, taglio dell’erba e delle siepi, proprietà degli alberi, rumori molesti.
Quest’ultima è da raccontare per le “armi” utilizzate.
Entrambi hanno un cane, ma uno dei due è molto rumoroso, abbaia in continuazione. L’ennesima richiesta di farlo stare zitto è degenerata inizialmente in uno scambio di insulti e poi si è conclusa con il lancio di una bottiglia molotov da parte di uno dei due contendenti.
Per fortuna la miccia si è staccata in volo e quindi la bomba non è esplosa. E il bello è che è successo sotto gli occhi dei carabinieri che nel frattempo, allertati da qualcuno, avevano raggiunto l’abitazioni dei due.
Ovviamente il bombarolo è stato portato in carcere dove dovrà rispondere dei reati di tentato omicidio e detenzione abusiva di armi.
Tags: bomba, cani, carabinieri, litigio
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